욥기 16장 Giovanni Diodati Bible (1649)
Giovanni Diodati Bible (1649) · 이탈리아어 · 욥기 (Job) · 22절
- 1 E GIOBBE rispose e disse:
- 2 Io ho più volte udite le stesse cose; Voi tutti siete consolatori molesti.
- 3 Finiranno mai le parole di vento? Ovvero, di che ti fai forte, che tu replichi ancora?
- 4 Se l’anima vostra fosse nello stato dell’anima mia, Anch’io potrei parlar come voi, Mettere insieme parole contro a voi, E scuotervi il capo contra.
- 5 Ma anzi io vi conforterei con la mia bocca, E la consolazione delle mie labbra rallenterebbe il vostro dolore.
- 6 Se io parlo, il mio dolore non però si rallenta; E se io resto di parlare, quanto se ne partirà egli da me?
- 7 Certo, egli ora mi ha straccato; E tu mi hai, o Dio, diserta tutta la mia brigata.
- 8 E mi hai fatto diventar tutto grinzo, Il che è un testimonio del mio male; La mia magrezza si leva contro a me, e mi testifica contra in faccia.
- 9 L’ira sua mi ha lacerato, ed egli procede contro a me da avversario; Egli digrigna i denti contro a me; Il mio nemico appunta i suoi occhi in me.
- 10 Hanno aperta la bocca contro a me, Mi hanno battuto in su le guance per vituperio, Si sono adunati insieme contro a me.
- 11 Iddio mi ha messo in poter del perverso, E mi ha fatto cader nelle mani degli empi.
- 12 Io era in istato tranquillo, ed egli mi ha rotto; E presomi per lo collo, mi ha tritato, E mi ha rizzato per suo bersaglio.
- 13 I suoi arcieri mi hanno intorniato; Egli mi trafigge le reni, e non mi risparmia punto; Egli mi ha sparso in terra il mio fiele.
- 14 Egli mi rompe di rottura sopra rottura, Egli mi corre addosso come un possente uomo.
- 15 Io ho cucito un sacco sopra la mia pelle, Ed ho lordato il mio splendore nella polvere.
- 16 La mia faccia è sucida di piangere, E l’ombra della morte è in su le mie palpebre;
- 17 Quantunque non vi sia violenza nelle mie mani, E la mia orazione sia pura.
- 18 O terra, non nascondere il sangue sparso da me; E se così è, il mio grido non abbia luogo.
- 19 Eziandio ora, ecco, il mio testimonio è ne’ cieli; Il mio testimonio è ne’ luoghi sovrani.
- 20 O miei oratori, o amici miei, L’occhio mio si volge lagrimando a Dio.
- 21 Oh! potesse pur l’uomo piatire con Dio, Come un uomo col suo compagno!
- 22 Perciocchè i miei brevi anni se ne vanno forniti; Ed io me ne vo per un sentiero, onde non tornerò più.
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