욥기 15장 Giovanni Diodati Bible (1649)
Giovanni Diodati Bible (1649) · 이탈리아어 · 욥기 (Job) · 35절
- 1 ED Elifaz Temanita rispose e disse:
- 2 Deve un uomo savio pronunziare opinioni vane, Ed empiersi il ventre di vento orientale?
- 3 Ed argomentar con parole inutili, E con ragionamenti onde non può trarre alcun vantaggio?
- 4 Sì certo, tu annulli il timor di Dio, Ed impedisci l’orazione che deve farsi davanti a lui.
- 5 Perciocchè la tua bocca dimostra la tua iniquità, Poichè tu hai scelto il parlar de’ frodolenti.
- 6 La tua bocca ti condanna, e non io; E le tue labbra testificano contro a te.
- 7 Sei tu il primiero uomo che sia nato nel mondo? O sei tu stato formato avanti i colli?
- 8 Hai tu udito il segreto di Dio, E ne hai tu sottratta a te la sapienza?
- 9 Che sai tu, che noi non sappiamo? Che intendi tu, che non sia appo noi?
- 10 Fra noi vi è eziandio alcun canuto, alcun molto vecchio, Più attempato che tuo padre.
- 11 Son le consolazioni di Dio troppo poca cosa per te? Hai tu alcuna cosa riposta appo te?
- 12 Perchè ti trasporta il cuor tuo? E perchè ammiccano gli occhi tuoi,
- 13 Che tu rivolga il tuo soffio, E proferisca della tua bocca parole contro a Dio?
- 14 Che cosa è l’uomo, ch’egli sia puro? E che cosa è chi è nato di donna, ch’egli sia giusto?
- 15 Ecco, egli non si fida ne’ suoi santi, Ed i cieli non son puri nel suo cospetto;
- 16 Quanto più abbominevole e puzzolente È l’uomo, che beve l’iniquità come acqua?
- 17 Io ti dichiarerò, ascoltami pure, E ti racconterò ciò che io ho veduto;
- 18 Il che i savi hanno narrato, E non l’hanno celato, avendolo ricevuto da’ padri loro;
- 19 A’ quali soli la terra fu data, E per mezzo i cui paesi non passò mai straniero.
- 20 L’empio è tormentato tutti i giorni della sua vita; Ed al violento è riposto un piccol numero d’anni.
- 21 Egli ha negli orecchi un romor di spaventi; In tempo di pace il guastatore gli sopraggiunge.
- 22 Egli non si fida punto di potere uscir delle tenebre; Egli sta sempre in guato, aspettando la spada.
- 23 Egli va tapinando per cercar dove sia del pane; Egli sa che ha in mano tutto presto il giorno delle tenebre.
- 24 Angoscia e tribolazione lo spaventano; Lo sopraffanno come un re apparecchiato alla battaglia.
- 25 Perciocchè egli ha distesa la sua mano contro a Dio, E si è rinforzato contro all’Onnipotente;
- 26 E gli è corso col collo fermo, Co’ suoi spessi e rilevati scudi;
- 27 Perciocchè egli ha coperto il suo viso di grasso, Ed ha fatte delle pieghe sopra i suoi fianchi;
- 28 Ed è abitato in città desolate, in case disabitate, Ch’erano preste ad esser ridotte in monti di ruine.
- 29 Egli non arricchirà, e le sue facoltà non saranno stabili, E il suo colmo non si spanderà nella terra.
- 30 Egli non si dipartirà giammai dalle tenebre, La fiamma seccherà i suoi rampolli, Ed egli sarà portato via dal soffio della bocca di Dio.
- 31 Non confidisi già nella vanità, dalla quale è sedotto; Perciocchè egli muterà stato, e sarà ridotto al niente.
- 32 Questo mutamento si compierà fuor del suo tempo, E i suoi rami non verdeggeranno.
- 33 Il suo agresto sarà rapito come quel d’una vigna, E le sue gemme saranno sbattute come quelle di un ulivo.
- 34 Perciocchè la raunanza de’ profani sarà deserta, E il fuoco divorerà i tabernacoli di quelli che prendon presenti;
- 35 I quali concepiscono perversità, e partoriscono iniquità, E il cui ventre macchina fraude.
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