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욥기 4장 Giovanni Diodati Bible (1649)

Giovanni Diodati Bible (1649) · 이탈리아어 · 욥기 (Job) · 21절

  1. 1 ED Elifaz Temanita rispose, e disse:
  2. 2 Se noi imprendiamo a parlarti, ti sarà egli molesto? Ma pur chi potrebbe rattener le parole?
  3. 3 Ecco, tu correggevi molti, E rinforzavi le mani rimesse.
  4. 4 I tuoi ragionamenti ridirizzavano quelli che vacillavano, E tu raffermavi le ginocchia che piegavano.
  5. 5 Ma ora che il male ti è avvenuto, tu te ne affanni; Ora ch’è giunto fino a te, tu ne sei smarrito.
  6. 6 La tua pietà non è ella stata la tua speranza, E l’integrità delle tue vie la tua aspettazione?
  7. 7 Deh! rammemorati, quale innocente perì mai, Ed ove furono gli uomini diritti mai distrutti?
  8. 8 Siccome io ho veduto che quelli che arano l’iniquità, E seminano la perversità, la mietono.
  9. 9 Essi periscono per l’alito di Dio, E son consumati dal soffiar delle sue nari.
  10. 10 Il ruggito del leone, e il grido del fier leone son ribattuti; E i denti de’ leoncelli sono stritolati.
  11. 11 Il vecchio leone perisce per mancamento di preda, E i figli della leonessa son dissipati.
  12. 12 Or mi è stata di nascosto significata una parola, E l’orecchio mio ne ha ritenuto un poco.
  13. 13 Fra le immaginazioni delle visioni notturne, Quando il più profondo sonno cade sopra gli uomini,
  14. 14 Mi è venuto uno spavento ed un tremito, Che ha spaventate tutte quante le mie ossa.
  15. 15 Ed uno spirito è passato davanti a me, Che mi ha fatto arricciare i peli della mia carne;
  16. 16 Egli si è fermato, ed io non ho riconosciuto il suo aspetto; Una sembianza è stata davanti agli occhi miei, Ed io ho udita una voce sommessa che diceva:
  17. 17 L’uomo sarebbe egli giustificato da Dio? L’uomo sarebbe egli giudicato puro dal suo fattore?
  18. 18 Ecco, egli non si fida ne’ suoi servitori, E scorge della temerità ne’ suoi Angeli.
  19. 19 Quanto più in coloro che abitano in case di fango, Il cui fondamento è nella polvere, E che son ridotti in polvere, esposti a’ vermi?
  20. 20 Dalla mattina alla sera sono stritolati, E periscono in perpetuo, senza che alcuno vi ponga mente.
  21. 21 L’eccellenza ch’era in loro non si diparte ella? Muoiono, ma non con sapienza.

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